Perchè “storie del mattino”

Quando mi sono finalmente deciso a creare questo blog, ho affrontato il primo “avversario” di questa nuova avventura: come chiamarlo. Poiché il mio obiettivo era quello di mettere a fuoco le vicende, i personaggi, le scelte di trama, le situazioni, i messaggi e le emozioni suscitate, mi occorreva un titolo che avesse a che fare con le storie,indipendentemente dalla loro forma narrativa – film, racconto, fumetto, o quale essa fosse. Conseguentemente non avrei potuto citare una singola forma espressiva nel titolo. E questo restrinse il cerchio. Volendo parlare quindi di storie, e considerando che stavo creando il blog per dare spazio anche a qualcosa di mia produzione, vagliai velocemente la figura del “cantastorie”, con gli affini “bardo”, “cantore” e “narratore” … e li depennai. Richiamavano troppo il gioco di ruolo. Il mio blog avrebbe sicuramente attinto alla mia esperienza di master, ma non sarebbe stato incentrato sul gioco di ruolo.

Così mi chiesi: “ma in fin dei conti: perchè voglio aprire questo blog?” e la risposta che diedi a me stesso fu la seguente: per dare uno spazio alle idee che mi scaturiscono in testa, a tutti quei personaggi, a quelle situazioni paradossali, a quelle soluzioni futuribili che attraversano la mia mente come meteore, che reclamano una vita, chiedono di essere raccontate e che andrebbero perse se non venissero fissate in qualche maniera.

C’è una fase ben precisa della giornata, in cui le idee fluiscono libere prima di tuffarsi nell’oblio: quella fase è il risveglio. Quel momento di contatto in cui i sogni della notte hanno la possibilità di varcare quel confine sfumato con la realtà e guadagnarsi una chance di sopravvivere alla luce del mattino. Di scaturire come l’alba dalla notte. E questo scaturire poi si replica in ogni momento creativo, ogniqualvolta un’idea con quel qualcosa in più si fa spazio tra i vari pensieri e le varie possibilità.

Da qui il nome “storie del mattino”.

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