Rivoltare il guanto

angainorCome forse avrete letto dalla descrizione del blog, la mia esperienza come “autore” è prevalentemente basata sul gioco di ruolo dal vivo. In particolare, in quei quattro anni di attività creativa continua in cui scrivevo le trame per l’associazione Angainor GRV, ho riversato ciò che avevo imparato da fumetti, film e gioco di ruolo da tavolo (a riguardo devo dire che Nathan Never è stata una scuola fantastica, specie per la continuity di trama e l’alternanza tra campagne mainstream ed avventure di intermezzo).

Ma il gioco di ruolo dal vivo è un modo molto particolare di rappresentare storie. Ha sicuramente qualcosa in comune col teatro, essendoci scenografie, costumi, trucco e recitazione, e con esso condivide il limite della rappresentabilità fisica di luoghi, creature ed oggetti (niente computer grafica nè post produzione, per intendersi). È imparentato anche con le serie tv, in quanto un gioco organizzato a campagne ha una certa serialità e dei personaggi ricorrenti. Inoltre ha qualcosa in comune con i videogiochi, in quanto il fruitore è al centro della vicenda e vi partecipa attivamente, fino a condividere con i master la responsabilità della sospensione dell’incredulità propria ed altrui.

Ebbene, nella mia produzione di trameero alla costante ricerca di una cosa in particolare: situazioni sempre nuove in cui far trovare i personaggi. Considerando i limiti del gioco – che comunque si basa più sulla rappresentazione che sulla narrazione – molte situazioni erano automaticamente escluse: niente combattimenti su carri in movimento o duelli su scope volanti, ma nemmeno scontri di cavalleria, non avendo equini a disposizione. Ma quando scrivo “nuove situazioni” non mi riferisco a situazioni mai viste dal gocatore, ma semplicemente mai vissute in prima persona. Per fare ciò a volte riprendevo situazioni a volte banali da altre storie (film o altro) e le riadattavo: vedere su uno schermo un duello in un’arena o una incursione silenziosa nel cuore della notte è molto differente dal trovarvisi in mezzo e doverne determinare l’esito.

Altre volte però, per trovare una situazione originale, ricorrevo ad un piccolo stratagemma che io chiamo “rivoltare il guanto”.

Partivo da una situazione classica, prevedibile, pensavo al punto di vista con cui l’avevano vista o vissuta, e provavo a cambiarlo! Perchè era facile che i giocatori avessero visto solo il “diritto del guanto”, ma non conoscessero come fosse fatto il “rovescio”.

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In fondo anche un vecchio guanto, logoro ed usurato all’esterno, dentro può risultare ancora come nuovo

Facciamo un esempio: c’è un villaggio occupato da una truppa ostile. Sicuramente in una storia classica buoni e cattivi sono ben definiti ed agli eroi protagonisti verrebbe affidata la missione di liberarlo dagli oppressori. Ma proviamo a rivoltare il guanto: e se gli occupanti fossero proprio i protagonisti, quelli che normalmente sarebbero dvouti essere gli eroi? Molto probabilmente i giocatori non avevano mai sperimentato in prima persona questa situazione, e magari opportunamente motivati, così da non essere solo le carogne di turno, si troverebbero a vivere situazioni interessanti, trovandosi magari a dover mediare tra un obiettivo importante da raggiungere ed un’etica pesonale in contrasto con gli ordini ricevuti. Un piccolo assaggio edulcorato di quel che un qualsiasi giovane soldato si può trovare a vivere su un reale teatro di guerra.

La Locanda di Las Trinidad: un guanto rivoltato particolarmente bene.

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Tipica clientela accogliente di una locanda di pirati (From: “Black Sails” – All rights reserved)

Un esempio molto particolare di questa tecnica fu alla chiave di una sessione invernale. Si trattava di un evento sperimentale: una “locanda” di ambientazione piratesca. Probabilmente l’episodio più bello che abbia mai scritto.

Facciamo però una premessa per chi non conosce il mondo del GRV: in una sessione normale, i giocatori sono divisi – diciamo in parti uguali – tra personaggi giocanti (PG) e personaggi non giocanti (PnG). I primi interpretano gli avventurieri che via via devono portare a termine la missione del giorno e sono personaggi ricorrenti, i secondi, coordinati dal master, interpretano tutto ciò che i PG incontrano: dal non-morto all’esploratore errante al mago nemico in fondo all’avventura. Chiaramente, per poterla interpretare, i png hanno in mano un canovaccio dell’avventura e quindi sono a conoscenza della trama.

Ora, tornando alla Locanda, essa si trovava in territorio “ostile”. La difficoltà quindi era quella di inscenare una bettola in cui non vi fossero più di metà degli avventori PG apartenenti alla stessa fazione, altrimenti ogni margine di gioco sarebbe decaduto. Così decisi di rivoltare il guanto: imposi che tutti i giocatori si iscrivessero all’avventura come PnG e scrissi per ognuno una parte ad hoc con degli scopi personali ed un ruolo sulla scena dela locanda. C’era il boss del malaffare locale, senza il cui consenso non si muoveva una foglia. C’era il cartografo ossessionato dalle scimmie a tre teste [Cit.], il pirata alla ricerca della propria mappa perduta, il ricettatore pronto a fare affari. C’era il guardaspalle, amante segreto della donna del boss, che ne determinò la caduta, c’era l’assassino seriale ossessionato dal suo rituale di omicidio (ispirato a “Gli occhi e il Buio – di Gigi Simeoni ) ed ovviamente non potevano mancare le prostitute. Ma soprattutto – ed ecco che arriviamo al nostro guanto da rivoltare- c’erano cinque PG veterani, inseriti in incognito, camuffati da avventori PnG, con lo scopo di intercettare un importante prigioniero prima che venisse consegnato ad un’oscura eminenza (nota per i giocatori di Angainor/Alae Noctis: il primo Aegala inserito in campagna). E tutto ciò all’insaputa dei PnG. In definitiva: per una volta i PG avevano più informazioni dei PnG riguardo all’avventura! Ecco rivoltato il guanto! Immaginate quanta soddisfazione ho avuto come master quando il killer seriale uccise uno de di questi eroi in incognito pensando che fosse un personaggio one-shot (e come ci rimase male quando lo scoprì).

In definitiva: inscenare una locanda malfamata vissuta (o raccontata) col classico schema di gioco non prometteva bene, ma cambiando il punto di vista scardinammo l’ordinario per ottenere una sessione memorabile!  Così memorabile che ancora oggi, a distanza di anni, mi viene la voglia di usarla come base per un racconto. Che ne dite?

Real Mars Tour a Firenze/ #Ioscrivopervoi

Cari lettori, purtroppo la vita fuori dal blog mi ha portato a saltare almeno un paio di pubblicazioni negli ultimi mesi, ma oggi torniamo finalmente a noi, e lo facciamo con un po’ di news in pillole.

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Real Mars Tour . Sapete che seguo con interesse le pubblicazioni di Zona 42 e che ho già recensito il romanzo Real Mars. Ebbene, per la gioia dei miei concittadini che mi seguono e che sono interessati a questo libro (e già la prima di queste tre condizioni restringe abbondantemente il cerchio :D), ho il piacere di segnalare che:

Sabato prossimo 22 ottobre dalle ore 17.30 in poi, Alessandro Vietti, insieme agli editori di Zona 42, saranno al gran completo a Firenze, presso la libreria Feltrinelli di via de’Cerretani.

Io sarò là per farmi autografare la mia copia . Per sapere le altre date del Real Mars Tour seguite la pagina di Zona42, o ancora meglio i loro contatti facebook.

La seconda segnalazione è relativa ad un’iniziativa benefica:

#Ioscrivopervoi (2,3) è un’iniziativa nata su internet per ioscrivopervoisostenere le vittime del terremoto del centro italia. È tardi per contribuire? No, perchè proprio ora, dopo quasi due mesi, l’onda emotiva della tragedia è passata, la mente dei più ha ormai classificato come un “dato di fatto” la tragedia del terremoto e noi tutti siamo tornati alle nostre vite. Ma chi ha perso casa, amici, parenti, si trova a fronteggiare tutti i giorni l’emergenza, ben  lontano dalla normalità pre-catastrofe, quindi anche ora è il momento giusto per contribuire, per farsi sentire vicini a quelle persone che stanno tentando di rialzarsi.

Di seguito il comunicato completo degli organizzatori:

A poche ore dal terremoto che il 24 agosto 2016 ha devastato il centro Italia, Andrea Franco, scrittore entusiasta e caparbio, ha dato il via a un’iniziativa importante. L’ideatore ha infatti messo in moto una macchina incredibile attraverso la raccolta di racconti cercando l’adesione di autori provenienti da tutta Italia, per realizzare un ebook collettivo; da qui nasce #ioscrivopervoi#IOSCRIVOPERVOI è un’opera letteraria che sarà disponibile online, appunto, in formato ebook, realizzato da 285 autori, per un totale di 281 testi (tra racconti e poesie), contenente 3 milioni di caratteri e composto da oltre 2000 pagine.

Il ricavato proveniente dalle vendite sarà interamente destinato alle popolazioni colpite dal terremoto.

Insomma: un buon modo di aiutare chi è in difficoltà, per di più trovandosi anche in tasca un bel po’ di storie da leggere, non trovate?

Detto questo, vi saluto e vi consiglio di rimanere sintonizzati su queste pagine, che qualcosa bolle in pentola 🙂

Saluti dal vostro  blogger del mattino.

Fantascienza italiana a confronto (2 di 2) – Real Mars

Cari tutti, ben ritrovati per la seconda parte di questa doppia recensione. Prima però di parlarvi del libro di Alessandro Vietti, voglio ringraziare il mio “pugno di follower” che, pochi ma duri, nei sei mesi di vita di questo blog hanno effettuato le prime 1000 visite! Vi ringrazio, continuate a seguirmi sempre più numerosi, che siete voi la benzina della mia creatività.

Detto questo, veniamo al secondo libro di Zona42 che vi segnalo come consiglio di lettura per l’estate.

Real Mars

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A parte le iniziali dei due autori e la presenza in entrambi i libri di un astronauta toscano, DTS (vedi recensione precedente) e Real Mars hanno ben poco in comune.  Le vicende di Real Mars si svolgono all’interno del seguente scenario:

In un futuro molto prossimo -circa due decenni- la Nasa ha rinunciato a portare l’uomo su Marte a causa degli esorbitanti costi di missione. L’Agenzia Spaziale Europea invece ha trovato il modo di finanziare questa storica missione, ovvero trasformandola in un Reality Show. Così, mentre i quattro membri dell’equipaggio si accingono a scrivere una nuova pagina della storia dell’esplorazione spaziale, sulla Terra l’umanità si scorda di se stessa, travolta da questo fenomeno massmediatico mondiale.

Qualcuno ha definito Real Mars “la risposta Europea a The Martian”. In verità però i due romanzi hanno anime differenti. The Martian (in italiano tradotto “L’uomo di Marte”) racconta la lotta per la sopravvivenza di un uomo contro la natura (marziana) ostile ed inospitale, e ha nell’alto livello di dettaglio tecnologico e nella ferrea volontà del protagonista e degli altri personaggi il suo punto di forza. Real Mars è invece un romanzo di fantascienza “sociale”, la missione spaziale rimane più sullo sfondo, rispetto alle dinamiche umane e disumane che si sviluppano attorno alla missione.

Forte di un’ironia tagliente e sottile, Vietti racconta tali dinamiche in modo cinico, aberrante, disumanizzante, propagando in avanti nel tempo la deriva etica e mediatica della società attuale, così da offrire al lettore un retrogusto di distopia estremamente vicina alla nostra realtà.  L’autore spesso accosta momenti al limite del grottesco con situazioni ad alta drammaticità, tanto da ricordare il Mark Twain di “un americano alla corte di re artù” (gran bel romanzo, uno dei pochi che ho riletto più volte). Così facendo, delinea un tritacarne massmediatico degno di Hunger Games, ma molto più subdolo e reale.

Possiamo affermare che, in Real Mars, l’ultimo barlume di umanità risiede in quei quattro individui che stanno “fuggendo” su Marte. Gli astronauti, che solitamente sono percepiti dall’immaginario collettivo come dei superuomini capaci di passeggiare nello spazio come noi portiamo fuori il cane la sera, qua sono messi a nudo davanti alle telecamere, rivelandosi persone estremamente normali. E mentre i quattro solcano il cosmo alla volta del Pianeta Rosso, la gente comune, in ogni angolo del globo, sedotta dalla possibilità di accompagnarli in questa impresa epocale dal proprio divano di casa, preferisce sognare ed essere parte della straordinaria quotidianità dei loro beniamini, piuttosto che avere cura della propria, bruciando il loro tempo -tanto o poco che sia- davanti ad uno schermo acceso H24. Perchè, come recita lo slogan, “il quinto membro dell’equipaggio sei tu”.

Insomma, con il suo stile ironico e pungente ed un ottimo momtaggio, Vietti trascina rapidamente lo spettatore (sic!) attraverso i 121 milioni di kilom… ehm le 300 pagine del libro . E, se ipensiamo alle tematiche principali del libro, con la morbosità degli spettatori, i contrasti tra le esigenze di missione e quelle di tras-missione, e quella sensazione da cavie da laboratorio, Real Mars ha tutti i requisiti per ispirare una bella puntata di Black Mirror – interessante serie tv UK sul rapporto tra società e nuove tecnologie,  se non la conoscete vi consiglio di rimediare al più presto, la trovate anche su NetFlix

Detto questo, non mi resta che augurarvi buona lettura, su qualsiasi orbita sarete quest’estate. Qua controllo missione chiude :).

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P.S. una curiosità: l’idea di trasformare una missione su Marte in un reality è stata prevista anche dalla (pseudo-) missione Mars One. L’iniziativa è di dubbia realizzabilità, però sul loro sito potete iscrivervi e candidarvi per andare a lasciare la vostra impronta sul Pianeta Rosso, entrando così nella storia. Tenete presente però che si tratta di un biglietto di sola andata!

Fantascienza italiana a confronto (1 di 2) – Dimenticami, Trovami, Sognami

Cari tutti, oggi il vostro Blogger del Mattino vi propone una recensione doppia. Parliamo quindi di due libri di fantascienza italiana, entrambi editi dalla casa editrice Zona42. Si tratta di Dimenticami Trovami Sognami, di Andrea Viscusi (vi ricordate l’ebook “4 apocalissi?“) e Real Mars, di Alessandro Vietti. Spendiamo però prima due parole sull’editore.

StampaZona 42  è una giovane casa editrice specializzata in fantascienza. Sono piccoli ma appassioniati, fanno un’ottima selezione sul genere e sul livello degli autori. Sono partiti traducendo romanzi stranieri e poi, prima con Viscusi e poi con Vietti, da poco più di un anno hanno cominciato a pubblicare anche opere nostrane. Personalmente, ho conosciuto il primo dei due leggendo “4 Apocalissi”, sono andato all’evento di lancio di Real Mars in libreria perché c’era anche la presentazione del suo libro, e così ho conosciuto Zona42 e Real Mars tramite questo incontro. E tutto ciò mi è piaciuto. Detto questo, vediamo un po’ i due romanzi.

Dimenticami trovami sognami

Ho trovato il romanzo di Viscusi molto avvincente. Ambientato in parte a Lucca, il titolo rispecchia la struttura del libro. “Dimenticami”, “Trovami” e “Sognami”: tre diverse fasi di questo viaggio attraverso i meccanismi della realtà; tre parti, quasi tre racconti, legati dagli elementi chiave della storia. Il libro parte con una misteriosa missione dell’ESA, e si sviluppa in maniera inaspettata. Incuriosisce sapientemente il lettore con i suoi indizi, centellinati in maniera opportuna; si interroga su questioni di cosmologia e cosmogonia, proponendo una visione estremamente originale sul funzionamento dell’universo: la RetCon! Inoltre risulta anche emotivamente coinvolgente, forte anche di una bella storia d’amore, di un legame che si oppone a tutto e va oltre il tempo (cosa che si capiva anche dal titolo, vero? Ma tranquilli, è lontanissimo da uno “SpaceTwilight”  ^_^).

DTS

Ma soprattutto, tutti questi aspetti sono mischiati insieme in un’amalgama veramente ben fatta, indispensabili l’uno all’altro. Non fili paralleli, ma parti di un unico intreccio. Un cocktail che denota una certa complessità dell’autore, oltre che una padronanza nella narrazione per niente banale.

D’altronde, DTS è anche stilisticamente molto interessante: scritto con ritmo mai calante, ogni capitolo lascia il lettore sulla corda, ogni situazione viene svelata man mano, variando i punti d’osservazione del narratore, così da spiazzare il lettore quanto basta, senza però arrivare a confonderlo. Questo grazie anche ad una padronanza dei tempi e delle persone narrative, con cui l’autore gioca piacevolmente, alternando passato e presente, prima e terza persona, m anche l’ostica seconda persona (che nel “sognami” trova molto il suo perché), e tutto in maniera perfettamente strumentale alle vicende narrate.

In definitiva, amore, mistero e un particolare “what-if” cosmologico sono i tre motori trainanti di DTS: essi stimolano la curiosità del lettore fornendo i pezzi di un puzzle che man mano si delinea, ma che riserva sorprese fino alla fine, strizzando l’occhio sia alla mente che al cuore.

Come si intuiva da 4 apocalissi, Viscusi si conferma un “autorino proprio niente male”.

Ed ora…pazientate qualche giorno per la recensione di Real Mars…

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