2017: i buoni propositi per l’anno nuovo

Cari #lettoridelmattino,

ricomincia la vita routinaria post ferie natalizie, e ho nuovamente il tempo di scrivere sulle pagine di questo blog. E, dato che siamo ad inizio anno, non posso che esordire con i migliori auguri di buon 2017 a tutti voi che con pazienza e divertimento mi seguite in questa mia piccola avventura.

Un nuovo anno con tante idee in cantiere e tanti propositi. A breve, usciranno i risultati del concorso #noiumani, a cui partecipo con il mio racconto customer satisfaction (Link al post precedente). In ogni caso, il concorso è un’ottima occasione per confrontarsi e crescere, nonché per leggere ciò che scrivono altri scrittori (dilettanti e non) – a riguardo vi segnalo che la piattaforma pennematte.it è un ottimo strumento. Nel frattempo customer satisfaction è reperibile anche su ewriters.it (altra piattaforma per maniaci della narrazione 😉).

Ma per il 2017 ho in mente  numerose idee: innanzitutto mi frullano per la testa un paio di recensioni tra gli ultimi libri che ho letto, tra cui “Dragonero-il risveglio del potente” – di Luca Enoch, dalla ormai famosa saga fantasy della Bonelli, e  “il Re Orco”, particolarissimo fantasy surreale dello scrittore fiorentino Matteo Piombo Papucci.

Inoltre conto di finire a breve un racconto a cui sto lavorando intitolato “Contatto Zero”, che vede nei panni del protagonista nientepopodimenoché uno dei due fondatori dell’azienda del web più famosa del mondo: Google. Una volta pronto lo potrete leggere su queste pagine.

Ma non solo: poiché uno scrittore è prima di tutto un lettore, vi segnalerò anche alcuni racconti in cui mi sono imbattuto, un po’ come feci con quelli di Viscusi , vuoi frequentando il gruppo facebook di fantascienza (che consiglio vivamente a tutti gli appassionati), vuoi leggendo altri racconti iscritti a #noiumani.

Infine, il 2017 sarà l’anno buono per mettere su “carta” alcune riflessioni sul genere fantascienza, a cui sto pensando da parecchio tempo (ma queste cose vanno fatte con calma).

Questa breve lista di intenzioni ed idee chiaramente non è scolpita nella pietra, né esaurisce quel che ho in mente per storiedelmattino, ma spero con essa di aver stimolato la vostra curiosità e l’interesse nel blog.

Detto questo, non posso che rinnovare gli auguri di un buon 2017 ricco di storie, dal vostro #bloggerdelmattino.

Stay tuned 😊

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Real Mars Tour a Firenze/ #Ioscrivopervoi

Cari lettori, purtroppo la vita fuori dal blog mi ha portato a saltare almeno un paio di pubblicazioni negli ultimi mesi, ma oggi torniamo finalmente a noi, e lo facciamo con un po’ di news in pillole.

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Real Mars Tour . Sapete che seguo con interesse le pubblicazioni di Zona 42 e che ho già recensito il romanzo Real Mars. Ebbene, per la gioia dei miei concittadini che mi seguono e che sono interessati a questo libro (e già la prima di queste tre condizioni restringe abbondantemente il cerchio :D), ho il piacere di segnalare che:

Sabato prossimo 22 ottobre dalle ore 17.30 in poi, Alessandro Vietti, insieme agli editori di Zona 42, saranno al gran completo a Firenze, presso la libreria Feltrinelli di via de’Cerretani.

Io sarò là per farmi autografare la mia copia . Per sapere le altre date del Real Mars Tour seguite la pagina di Zona42, o ancora meglio i loro contatti facebook.

La seconda segnalazione è relativa ad un’iniziativa benefica:

#Ioscrivopervoi (2,3) è un’iniziativa nata su internet per ioscrivopervoisostenere le vittime del terremoto del centro italia. È tardi per contribuire? No, perchè proprio ora, dopo quasi due mesi, l’onda emotiva della tragedia è passata, la mente dei più ha ormai classificato come un “dato di fatto” la tragedia del terremoto e noi tutti siamo tornati alle nostre vite. Ma chi ha perso casa, amici, parenti, si trova a fronteggiare tutti i giorni l’emergenza, ben  lontano dalla normalità pre-catastrofe, quindi anche ora è il momento giusto per contribuire, per farsi sentire vicini a quelle persone che stanno tentando di rialzarsi.

Di seguito il comunicato completo degli organizzatori:

A poche ore dal terremoto che il 24 agosto 2016 ha devastato il centro Italia, Andrea Franco, scrittore entusiasta e caparbio, ha dato il via a un’iniziativa importante. L’ideatore ha infatti messo in moto una macchina incredibile attraverso la raccolta di racconti cercando l’adesione di autori provenienti da tutta Italia, per realizzare un ebook collettivo; da qui nasce #ioscrivopervoi#IOSCRIVOPERVOI è un’opera letteraria che sarà disponibile online, appunto, in formato ebook, realizzato da 285 autori, per un totale di 281 testi (tra racconti e poesie), contenente 3 milioni di caratteri e composto da oltre 2000 pagine.

Il ricavato proveniente dalle vendite sarà interamente destinato alle popolazioni colpite dal terremoto.

Insomma: un buon modo di aiutare chi è in difficoltà, per di più trovandosi anche in tasca un bel po’ di storie da leggere, non trovate?

Detto questo, vi saluto e vi consiglio di rimanere sintonizzati su queste pagine, che qualcosa bolle in pentola 🙂

Saluti dal vostro  blogger del mattino.

Buon compleanno, Grande Fratello !

Oggi (anzi, ormai ieri) ricorre l’anniversario della pubblicazione di “1984”, pubblicato per la prima volta il 6 giugno 1949.
Il più bello ed agghiacciante romanzo che abbia mai letto. Una pietra miliare della cultura moderna, un incubo su carta, un monito per il futuro, e forse per il presente.
Una citazione forse apocrifa di Orwell gli attribuisce le seguenti parole, forse in riferimento alla vita nella DDR:

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Quando scrissi 1984 non volevo fare un manuale di istruzioni .

 

Forse qualcuno ancora oggi tende a confondersi a riguardo…

In ogni caso: LEGGETELO! E possibilmente conservatene una copia cartacea nella vostra libreria. È uno di quei libri che non possono mancare.
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imageP.S. se poi non vi basta, vi segnalo anche “il dio Thoth“, di Massimo Fini (anarchico inquieto, scrittore particolare e controverso), che fa un piccolo aggiornamento della macchina di manipolazione della realtà di 1984 alle tecnologie moderne, con degli aspetti un po’ meno invasivi e per questo ancor più subdoli. Ad alcuni non è piaciuto, io invece all’epoca lo apprezzai.

Cattiveria d’Autore

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Su Facebook sto seguendo un progetto “social”, chiamato “Hangar 66”: un fumetto che sta prendendo forma dal brainstorming dei lettori. Ad un certo punto l’autore (Max Bertolini, disegnatore di Morgan Lost e Nathan Never) ha evidenziato la cattiveria di alcune idee dei partecipanti all’iniziativa. E lì mi è risuonato qualcosa in testa. Mi è tornato alla mente uno degli insegnamenti del corso di Drama Fiction:

Lo sceneggiatore deve essere cattivo con i personaggi. Senza sofferenza non vi è narrazione. La sofferenza è contrapposizione, conflitto, necessità di cambiare la propria o altrui condizione.

 

Ed effettivamente è vero. Qualsiasi forma prenda, la narrazione non è mai neutra, ma è cattiva. E questo vale indipendentemente dalla rappresentazione della storia (romanzo, film o sessione di gioco di ruolo). Perché i personaggi devono soffrire. Devono patire, stare male. Solo così si metteranno in moto per reagire, per fuggire o per scivolare ancora più in basso. Per affrontare i conflitti che li attendono.

 

Non ci credete? Facciamo una prova. Immaginiamo una storia senza sofferenza.

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Va tutto bene, il bambino corre in un campo fiorito, ride, è contento, gioca con un orsacchiotto, corre nei prati, mangia un panino, ride con la sua mamma ed il suo papà in una bellissima giornata estiva.

Bello, vero? Sensazioni positive, sicuramente emozioni. Ma che succede? Niente! Se questa famigliola sta bene così com’é, perché dovrebbe muoversi da questo stato di equilibrio felice?

Di per sé questa è una scena da pubblicità, che porta lo spettatore ad associare sensazioni positive al prodotto reclamizzato. Differentemente, collocata in una storia, questa scena può essere la fiabesca conclusione alla “tutti vissero felici e contenti”. O uno sbiadito ricordo del bel tempo che fu, in netto contrasto con l’oggi della narrazione. Ma se una storia si aprisse in questa maniera, il fruitore non potrebbe fare a meno di pensare: “oddio, chissà che cosa terribile succederà? Che cosa spezzerà questo scorcio di felicità? ”. Perché qualcosa dovrà accadere, il dolore dovrà irrompere sulla scena, altrimenti i personaggi non si muoveranno dal loro stato di quiete e la storia non esisterà.

Questo è legato anche ad una necessità di empatia da parte del fruitore della storia: egli deve poter riconoscere le proprie difficoltà quotidiane in quelle narrate, così da trarne consolazione e spinta positiva nell’affrontarle, oltre ad ovviamente provare una liberatoria soddisfazione di quando la cattiveria dell’autore si abbatte sul cattivo, punendolo.

Chiaramente la sofferenza si veste dei toni del genere rappresentato. Sofferenze di amore in una vicenda sentimentale, tragedia in un film a tinte forti, alleggerita in una favola (ma neanche troppo – molte favole, favole, se raccontate bene, sono più truci di un racconto di Poe), sofferenza interiore in una storia più introspettiva.

E ancora: parodia di se stessa in un film comico. Perché il sadismo dell’autore è presente anche e soprattutto nella comicità, proprio sotto forma di parodia.

Prendiamo ad esempio una gag di Stanlio e Ollio.

StanlioEOllioEpoliziotto

Oliver e Stanley sono alla ricerca di un lavoro perché perennemente squattrinati. Però , nel momento in cui hanno la loro occasione e la sorte sembra sorridere, comincia a capitar loro di tutto. Cadono vittime di un vortice crescente di disastri, entrano in conflitto tra loro e con altri, spesso in un catastrofico gioco a rilancio tra le parti: Stanley dà la scala in testa ad Oliver, entrambi fracassano la casa di James Finlayson (l’attore pelato coi baffi spesso loro spalla ), che per tutta risposta fa a pezzi la loro macchina. Alla fine, piangono tutti davanti al terribile tutore della legge (che magari nel frattempo ha preso qualche botta in testa anche lui).

Si tratta sempre di sofferenza, anche se parodizzata.

Episode 6 scene 20Ovviamente, un massimo esempio di Cattiveria d’Autore è sicuramente G.R.R. Martin. Non credo di dovere aggiungere altro a riguardo, vero?

 

wp-1461862201135.jpegIn definitiva, la cattiveria dell’autore determina lo squilibrio che fa muovere i personaggi, come i colpi bene assestati della stecca mandano in subbuglio le 15 palle del biliardo, dando inizio alla partita. Ecco perché non vi è storia senza sofferenza, ecco perché un autore deve necessariamente essere cattivo con i suoi personaggi, facendo loro capitare di tutto. E sono convinto che, se i personaggi potessero saltare nella nostra realtà ed avessero l’occasione di fare due chiacchiere con il loro creatore, per quest’ultimo non sarebbe affatto piacevole 🙂

mr.tateam

 

P.S. Paul Erdos  matematico e personaggio estremamente eccentrico, nella sua personale visione dell’esistenza, diceva: “Con tante brutte cose nel mondo,non sono sicuro che Dio, ammesso che esista, sia buono” “[il Creatore] ci ha creati per godersi le nostre sofferenze; più presto moriamo più presto sventiamo i Suoi piani”. Se così fosse, potremmo dire di essere tutti parte di una narrazione delle Dolorose Avventure del Genere Umano, non trovate?