“Cosa succederebbe se…”

Ultimamente il tempo per scrivere è poco. Ma le idee sono tante. E spesso partono da una domanda: “cosa succederebbe se…” .

what-if

Questa è la scintilla da cui sono scaturiti molti racconti. In fin dei conti è il motore della Fantascienza. “Cosa  succederebbe se la tecnologia permettesse i viaggi interstellari?” . Oppure “cosa succederebbe se si riuscisse a programmare il dna umano?” O ancora: “cosa succederebbe se la tecnolgia permettesse di interfacciare il cervello umano con le macchine ed i computer?”, oppure ” cosa succederebbe se un giorno le intelligenze artificiali fossero così sviluppate da porsi delle domande da sole, o da ribellarsi contro i loro creatori?”. 

Anche il fantasy e l’horror portano esempi di storie che scaturiscono da questa domanda: “cosa succederebbe se la magia esistesse come elemento reale e scientifico, tanto da studiarlo con l’approccio accademico delle moderne università?” Oppure “cosa succederebbe se un virus animasse i morti in tutto il pianeta?” O ancora “cosa succederebbe se i vampiri fossero tra noi e venissero allo scoperto, dopo secoli di vita segreta?”

Non mancano ovviamente anche gli esempi di storie ucroniche –  “Cosa sarebbe successo sie Hitler avesse vinto la guerra” – o utopiche/distopiche  – “cosa succederebbe se l’Inghilterra del futuro fosse governata da un’elite in grado di plasmare la società in maniera metodica e controllarla e spiarla tramite la tecnologia e la manipolazione dei mezzi di informazione“.

In pratica con questa domanda si prende la realtà che conosciamo, con i suoi modelli e le sue dinamiche, si inserisce un elemento pertutrbativo (più o meno impattante),  e si applica  gli stessi meccanismi alla nuova realtà perturbata. Proseguendo per passi logici si construiscono ambientazioni,si tratteggiano società alternative,  si intrecciano eventi e si animano personaggi costretti a misurarsi con le conseguenze di queste ipotesi e con le loro realtà, così diverse dalle nostre, eppure così simili. In fin dei conti le forze in gioco e le dinamiche umane sono al 99% le stesse del mondo che conosciamo.

Ultimamente, un caso specifico di questa domanda ha generato nella mia testa un turbine di idee, una frenesia creativa che ha animato le ore pre-lavorative delle mie ultime mattinate.

Canoe on Moraine Lake in Banff National Park, Alberta, Canada

Il materiale sembra promettente, ma ora deve sedimentare e prendere forma. Non vi anticipo il motore della storia, il “cosa succederebbe se…”, perchè sarebbe uno spoiling di un qualcosa che ancora deve nascere. Posso però anticiparvi che il titolo al momento sarebbe “il riposo di Mr Weakley”, che avrebbe come protagonisi un simpatico pensionato e sua figlia, e che al momento inizierebbe più o meno così:

“L’aria cominciava ad essere più fresca, ma la stagione permetteva ancora di non risentire dell’umidità del lago. Ancora un’ora e il sole si sarebbe nascosto dietro le dolci colline che circondavano lo specchio d’acqua. Il Sig. Weakley inspirò a pieni polmoni l’aria fluida e piacevole. Il pomeriggio di pesca aveva dato i suoi frutti, e aveva ributtato in acqua la maggior parte delle prede abboccate al suo amo, trattenendo solo due trote per cena. “Se vuoi godere delle meraviglie del lago, lo devi rispettare”, ripeteva spesso a sua figlia. Così il Sig. Weakley ripose con cura la sua attrezzatura e mise mano alla pagaia. Il pomeriggio stava ormai sfumando, ma c’era ancora tempo sufficiente per girare attorno all’isoletta al centro del lago. Il Sig. Weakley era molto legato a quel lago, alla casetta sulla spiaggia ed a quell’isoletta in particolare. Al centro di essa, tra le radici di un grande acero, riposavano i resti della moglie. All’altezza dell’isola rallentò per scrutare l’acero più grande: sul suo tronco poteva vedere la il volto intagliato della moglie. Sul fianco dell’acero il sig. Weakley aveva intagliato il volto della compagna di una vita, riproducendo ogni particolare che conosceva a memoria: quel volto sfilato, il taglio delgi occhi, l’acconciatura tipica dei nativi.”

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3 pensieri su ““Cosa succederebbe se…”

  1. Amiss

    pienamente d’accordo! molte storie e molte ambientazioni si articolano su eventi che hanno creato il mondo in cui le persone, o meglio i protagonisti si muovono…. la realtà che per quelle persone è “normale” diventa fantascientifica o irreale per gli occhi di un estraneo…è proprio questo che rende leggere nuove storie entusiasmante
    mi piacerebbe sapere come prosegue la storia di Mr Weakley… com’è il suo mondo,,,se “normale” come appare…

    Mi piace

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