La Scala di Schild – Fantascienza per puristi

Durante il mio dolce far niente post-capodanno mi sono imbattuto in una recensione su Tom’s Hardware che ha catturato la mia assonnata attenzione. Si tratta del libro “la scala di Schild“, un romanzo di hard science fiction pubblicato sotto il cappello della collana Urania, che per gli appassionati di fantascienza non ha certo bisogno di presentazioni.

La scala di Schild è un libro molto interessante che tratteggia un futuro per l’umanità molto diverso da quello che potremmo immaginare. Un concentrato di fisica, transumanesimo e fantascienza che appassiona e fa riflettere.

Da buon “trekker”, e forse per un po’ di deformazione professionale, apprezzo molto la fantascienza con una buona componente “hard”, quella che dedica particolare attenzione alla coerenza tecnico-scientifica degli eventi narrati, eliminando il più possibile “forzature” per motivi di trama (niente procaci aliene a tre seni, quindi, non fatevi strane idee!!!).

Sulla hard science fiction il dibattito è aperto, ma certamente non si può ragionare in termini binari bianco/nero, meglio avere in testa una “scala di grigi“.

Facendo degli esempi “famosi”: se Star Trek è caratterizzato da una componente “hard” abbastanza significativa, Star Wars è piuttosto lontano dal genere: secondo alcuni infatti l’epica saga di Lucas esce addirittura dal dominio science finction per essere definito come uno Space Fantasy.
Il recente “the Martian”, invece, ha un ottimo livello di “Hardness” -fatta salva qualche forzatura, (a riguardo vi segnalo quest’articolo del Guardian. Ed aggiungo che come era prevedibile, il libro è più “hard” del film).

Ebbene, “la scala di Schild” promette di mettersi ad un livello “hard” abbastanza estremo, considerando che Greg Egan viene definito “uno degli autori scientifici contemporanei meglio preparati.” L’autrice della recensione specifica che:

“Per chi non lo conoscesse, Egan è celebre perché i suoi libri richiedono una preparazione scientifica che non perdona chi non è preparato, anche se comunque non serve avere un dottorato. “

In ogni caso, il libro si interroga sul futuro dell’umanità, ponendo in chiave Hard Sci-Fi, la sua indipendenza dalle strutture corporee, una situazione che personalmente mi è sempre sembrata poco “hard”.

In definitiva, la recensione mi ha incuriosito, lo scenario mi sembra una bella sfida, penso proprio che proverò a leggerlo, sperando che il mio background sia sufficiente ad una buona comprensione dei passaggi scientifici.

Vi saprò dire.

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