Morgan Lost: la nuova promessa Bonelli firmata Chiaverotti.

Avevo promesso ai miei lettori recensioni, impressioni e punti di vista. Cominciamo allora con una nuova storia a fumetti (vìa, diamoci un tono: chiamiamola Graphic Novel 🙂 ) appena partita in casa Bonelli, intitolata Morgan Lost. Premetto che, da Bonelliano di lungo corso,
è per me un onore e un piacere inaugurare questo spazio web parlando dell’ultima proposta di Via Buonarroti (era il 1993, quando una mia compagna delle medie mi fece conoscere Nathan Never, gettando le basi per popolare le mensole della mia libreria con numerose collane a fumetti, per la gioia di amici “scrocconi” e l’incubo di una mamma in guerra con la polvere di casa).

Premesso ciò, a ottobre è finalmente uscito il primo albo della nuova creatura di Claudio Chiaverotti.
La Casa Editrice ha anticipato il lancio di questo nuovo personaggio con un denso alone di mistero. Niente è stato anticipato sul protagonista, sull’ambientazione, sullo stile, e tutto ciò ha creato un certo fremito di curiosità. Una scelta opposta rispetto al lancio della serie Orfani, campagna a mio avviso riuscitissima, che ha però creato il medesimo interesse (almeno in me 🙂 ).

C’è da dire che il nome dell’autore è di per sé un ottimo biglietto da visita. Entrato in Bonelli nello staff di Dylan Dog, per ben 17 anni ha narrato le avventure del Cavaliere di Ventura Brendon -serie di atmosfera e gusto a mio avviso particolarissimi-, concludendo la collana regolare a dicembre 2014 con il numero 100. Il nuovo Morgan Lost sicuramente si ripropone di raccogliere i lettori di quest’ultimo.
morganlostVolto un po’ scavato, capelli scuri e spettinati, espressione cupa: la fisionomia di Morgan, presentato sulla copertina a sfondo grigio e rosso del primo numero, ricorda parzialmente quella del Cavaliere di Ventura. Il riferimento è chiaro, l’attenzione dei fan di Brendon è catturata. Altri rimandi sono presenti 
nelle pagine del primo albo, ma non superano mai la semplice “citazione”, easter-egg per i lettori di lungo corso.

Aprendo l’albo, cominciano le sorprese. Prima di tutto: i colori!
A parte qualche numero da anniversario delle collane passate, la tradizione bonelliana è il bianco e nero. Questa tradizione è stata spezzata da Orfani, che acquisisce nel suo staff un team di coloriste. A differenza di quelli “piatti” dei numeri da anniversario, Orfani nasceva a colori, con sfumature, profondità e scelte cromatiche calibrate sull’emozione trasmessa dalla scena rappresentata. http://www.fumettologica.it/wp-content/uploads/2015/09/morganlost3.jpgL’esperienza di Orfani è quindi rimessa a servizio di Morgan Lost, ma con una scelta cromatica ben precisa e chiaramente ispirata al Sin City di Frank Miller: grigio e rosso!

Infatti tutte le tavole sono in gradazioni di grigio, con sprazzi di rosso. Questo richiama innanzitutto un effetto super nitido. Avete presente una fotografia in scala di grigi? Dal punto di vista tecnico percettivo, abbattendo l’informazione di crominanza (i colori), rimane la luminanza (l’intensità) e l’occhio umano è molto più sensibile a quest’ultima. Risultato: immagini stra-nitide. Ebbene: il disegnatore (Michele Rubini) ed i coloristi (Arancia Studio) sono riusciti a rendere molto bene quest’effetto.
L’aggiunta del rosso crea un contrasto tra toni caldi e freddi: luce, sangue e azione che guizzano in una città fredda ed innevata, che ricorda la New York del videogioco Fahrenheit. Ma il vero “tocco di classe” è il motivo “in trama” di questa scelta cromatica, il primo “corto circuito” tra lettore e narrazione: la trovate a pagina 12 🙂

Fahrenheit-Logo

Bene, ma in che mondo si muove questo nuovo eroe? Sin dalle prime pagine emergono gli elementi caratterizzanti la serie. Il lettore si rende subito conto di trovarsi dentro una distopia, una società futura degenerata, permeata dall’ossessione mediatica per i serial killer. Le sinistre perversioni della mente umana risultano subito un pilastro della serie, sicuramente calate nell’abbondanza di assassini seriali che vengono presentati sin dalla copertina. Ma ancor prima di queste figure, è l’intera società di questo mondo distopico ad essere pervasa dalla follia. E questo dà quel piccolo brivido, quella sensazione di disagio che accattiva il lettore (almeno me medesimo).

Quindi Morgan Lost è un cacciatore di taglie che si aggira in una futura società distopica pervasa da follia e farcita di serial killer. Giusto? Quasi. Infatti, procedendo nella lettura, Chiaverotti aggiunge un altro tassello: distopia sì, ma anche ucronia. Si definisce ucronica un’ambientazione che si basa sull’ipotesi che un evento passato (es.io accadimento storico o scoperta tecnologica) sia andato diversamente. Un mondo in cui l’Impero Romano è sopravvissuto alle invasioni barbariche è un’ucronia. Gli eventi narrati si svolgono in un passato alternativo in cui la storia, la società e la tecnica hanno preso un’altra strada. E come viene introdotta questa cosa? Con un altro corto circuito tra lettore e vicenda, questa volta in senso contrario al primo. Considerandoli entrambi si intravede una specularità tra due punti di vista, e pare emergere la domanda: “chi legge chi?”.

Quindi, in definitiva abbiamo a che fare con un eroe cupo che si muove in un mondo a tinte forti, una città pervasa dal freddo costante e onnipresente, per le strade come negli animi di chi la popola, un’ucronia distopica intrisa di umana follia, il tutto condito da cortocircuiti tra le due realtà e citazioni che strizzano l’occhio a chi segue Chiaverotti da anni.

Beh un bel mix esplosivo! Non trovate?

 

 

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4 pensieri su “Morgan Lost: la nuova promessa Bonelli firmata Chiaverotti.

  1. Amiss

    Bella recensione su questo nuovo personaggio della Bonelli. Sicuramente guardando la copertina appare subito chiaro un certo riferimento a Brendon e in parte a Dylan Dog.
    Se il mix è questo di sicuro si prevede un bel filone da seguire; sono curioso di vedere cosa tireranno fuori da questa nuova collana.
    Nel frattempo mi sono gustato la recensione che mi ha già fatto sorgere un grande interesse

    Mi piace

  2. Pingback: Hangar66 -il primo fumetto social – storiedelmattino

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