Concorso #Noiumani: Menzione d’onore per Customer Satisfaction!

 

cucina-itadakimasuCari lettoridelmattino,
è con somma soddisfazione che vi segnalo che il mio racconto Customer Satisfaction ha avuto la menzione d’onore al concorso di fantascienza #noiumani.
Sui circa 160 racconti in gara, Customer Satisfaction è arrivato ben 12esimo, quindi a due posti dalla pubblicazione nell’antologia (che purtroppo, per volere dei curatori, è stata ridotta per l’appunto da 15 a 10 opere …pazienza…).
Il racconto inoltre è stato letto più di 500  volte (!), nonché votato e commentato molto positivamente. Un bel risultato assolutamente da festeggiare, che incoraggia chi come me si mette in gioco con le proprie idee e le proprie creazioni. Sicuramente sarà un bello stimolo per andare avanti con il racconto “Contatto Zero”, a cui sto dedicando gli scampoli di tempo che il resto della vita mi lascia a disposizione.

Dunque un “grazie!” a tutti coloro che lo hanno letto, a chi mi ha votato e commentato. Spero vivamente di essere riuscito a trasmettervi le emozioni e le sensazioni che ho tentato di infondere nella storia di Mike e Sheila e del piccolo Kenny (che proprio non riesco a chiamare con l’appellativo di “figlio“).

Voglio in qualche modo contraccambiare con alcune segnalazioni tra i 10+5 vincitori di #noiumani. In questi giorni avevo letto alcuni dei racconti che poi si sono rivelati tra i migliori. Non vi posso esprimere un’opinione su ciò che non ho letto, ma posso dirvi che ho trovato validi i seguenti due titoli:

  • The Other You , per l’ottimo equilibrio tra i personaggi e gli eventi di contesto
  • Il terzo contatto, per la tensione drammatica che fa risuonare le corde emotive del lettore.

Un saluto e un arrivederci al prossimo post dal vostro bloggerdelmattino.

copertina

 

2017: i buoni propositi per l’anno nuovo

Cari #lettoridelmattino,

ricomincia la vita routinaria post ferie natalizie, e ho nuovamente il tempo di scrivere sulle pagine di questo blog. E, dato che siamo ad inizio anno, non posso che esordire con i migliori auguri di buon 2017 a tutti voi che con pazienza e divertimento mi seguite in questa mia piccola avventura.

Un nuovo anno con tante idee in cantiere e tanti propositi. A breve, usciranno i risultati del concorso #noiumani, a cui partecipo con il mio racconto customer satisfaction (Link al post precedente). In ogni caso, il concorso è un’ottima occasione per confrontarsi e crescere, nonché per leggere ciò che scrivono altri scrittori (dilettanti e non) – a riguardo vi segnalo che la piattaforma pennematte.it è un ottimo strumento. Nel frattempo customer satisfaction è reperibile anche su ewriters.it (altra piattaforma per maniaci della narrazione 😉).

Ma per il 2017 ho in mente  numerose idee: innanzitutto mi frullano per la testa un paio di recensioni tra gli ultimi libri che ho letto, tra cui “Dragonero-il risveglio del potente” – di Luca Enoch, dalla ormai famosa saga fantasy della Bonelli, e  “il Re Orco”, particolarissimo fantasy surreale dello scrittore fiorentino Matteo Piombo Papucci.

Inoltre conto di finire a breve un racconto a cui sto lavorando intitolato “Contatto Zero”, che vede nei panni del protagonista nientepopodimenoché uno dei due fondatori dell’azienda del web più famosa del mondo: Google. Una volta pronto lo potrete leggere su queste pagine.

Ma non solo: poiché uno scrittore è prima di tutto un lettore, vi segnalerò anche alcuni racconti in cui mi sono imbattuto, un po’ come feci con quelli di Viscusi , vuoi frequentando il gruppo facebook di fantascienza (che consiglio vivamente a tutti gli appassionati), vuoi leggendo altri racconti iscritti a #noiumani.

Infine, il 2017 sarà l’anno buono per mettere su “carta” alcune riflessioni sul genere fantascienza, a cui sto pensando da parecchio tempo (ma queste cose vanno fatte con calma).

Questa breve lista di intenzioni ed idee chiaramente non è scolpita nella pietra, né esaurisce quel che ho in mente per storiedelmattino, ma spero con essa di aver stimolato la vostra curiosità e l’interesse nel blog.

Detto questo, non posso che rinnovare gli auguri di un buon 2017 ricco di storie, dal vostro #bloggerdelmattino.

Stay tuned 😊

wp-1484158533073.jpg

Customer Satisfaction

Cari lettori,

domani è il primo compleanno di storiedelmattino, e noi umani ci affidiamo alle ciclicità dell’orbita terrestre per scegliere quando è il momento di fare dei bilanci. E dunque è il momento di spendere due parole su questo blog. Devo dire che è stato un anno interessante, un anno in cui le idee hanno spesso corso più velocemente di quanto le mani possano fissarle su un foglio di carta o su uno schermo di pc. Un anno in cui mi sono reso conto di come non sia affatto facile trovare il delicato equilibrio tra tenere vivo il blog e non farlo uscire dalla sua realtà di hobby. In ogni caso un mio piccolo seguito di lettori (occasionali e non) l’ho trovato, lettori che si sono soffermati sulle mie riflessioni, che hanno letto le mie storie di quest’anno e che magari hanno scoperto qualche nuovo libro, film o fumetto grazie a una mia recensione.

codice-a-barre_ctga

Così l’avventura delle storiedelmattino va avanti, con un anno di esperienza in più. Ed ai miei lettori presenti e futuri dedico questo racconto, customer satisfaction. Lo considero una sorta di racconto di esordio (scritto prima della Confessione del Cuoco del Diavolo e del Dilemma del Cane), ed adesso è in gara per il concorso a tema fantascienza Noi Umani (sul sito pennematte.it). Le persone a cui l’ho fatto leggere per ora l’hanno apprezzato, per cui vi invito a darci un’occhiata per capire quale sia la “macchia” che infanga la vita perfetta di Mike e Sheila e quale possa essere la soluzione proposta dal dottor Pilsmann. E con l’occasione,  un commento ed un voto sul sito pennematte.it sono i benvenuti.

Qua al momento trovate l’incipit del racconto, e di seguito i link per leggere e votare.

La sala d’aspetto era ormai vuota. Erano rimasti solo loro. Loro ed il monotono ronzio delle lampade al neon. L’orecchio di Mike lo percepì solo al momento che nella stanza non era rimasto più nessuno. Il suo piede destro, col suo vibrare ritmico, tradiva una tensione sottopelle ben dissimulata. Quella di Sheila invece era palese: non riusciva a dare pace al piccolo depliant ormai logoro che stringeva tra le mani. “GeniCert – dona un futuro certificato ai tuoi figli” recitava il titolo ancora leggibile. La tripla A invece campeggiava ancora ben visibile al centro della stampa, sopra la scritta “garantiti al 100%”. Sheila, sguardo basso, seduta sul sedile addossato alla parete, rigirò il foglietto tra le sue mani: le unghie smaltate ricominciarono a torturarlo finché la patina plastificata si lacerò e le fibre della carta sintetica cedettero gemendo con un leggero strappo. Dalle spalliere della fila centrale, il piccolo Kenny perturbò il ronzio delle lampade con un altro colpo di tosse, per poi sprofondare nuovamente in un’attesa silenziosa. Sheila abbandonò i resti del volantino e cercò conforto nella spalla di suo marito.

Un attimo dopo la porta dello studio medico si aprì.

Trovate qua la pagina del racconto e dove votarlo: Customer Satisfaction su Pennematte

Mentre qua potete scaricare l’intero racconto: Customer Satisfaction PDF

Buona lettura!

Marco e la coccinella

Eccovi una breve storia, una piccola fiaba triste, su come a volte ciò che noi riteniamo possa essere il bene per qualcuno non necessariamente lo sia.

C’era una volta un bambino di nome Marco che viveva in una casa con giardino. Era un bel giardino, pieno di fiori, piante ed alberi. Un giorno Marco, mentre giocava in giardino, trovò una coccinella e la portò in casa . La portò con sé, la mise in una scatolina e le diede da mangiare. E la coccinella ringraziò Marco. E così il giorno seguente ed il giorno successivo. Ma alla fine del terzo giorno la coccinella stava male e Marco le chiese: “Coccinella, che cos’hai? Stai male?” E la coccinella rispose: “Caro Marco, tu sei stato buono con me, mi hai portato a casa tua, mi hai dato da mangiare e mi hai tenuto con te. Però io così non ho potuto più volare nei prati verdi e trovare una coccinella femmina e fare insieme a lei le uova, per far nascere tante piccole coccinelle.” Marco, dispiaciuto, le rispose: “Allora, coccinella, da domani ti porterò in giardino e potrai volare nei prati verdi e trovare una coccinella femmina, e con lei fare tante uova. E quando vorrai, mi tornerai a trovare”. La coccinella rispose triste: “Caro Marco, ti ringrazio, ma purtroppo io domani non ci sarò più. Non lo sai che le coccinelle vivono solo tre giorni?”

summagallicana.it
(immagine da summagallicana.it)

Rivoltare il guanto

angainorCome forse avrete letto dalla descrizione del blog, la mia esperienza come “autore” è prevalentemente basata sul gioco di ruolo dal vivo. In particolare, in quei quattro anni di attività creativa continua in cui scrivevo le trame per l’associazione Angainor GRV, ho riversato ciò che avevo imparato da fumetti, film e gioco di ruolo da tavolo (a riguardo devo dire che Nathan Never è stata una scuola fantastica, specie per la continuity di trama e l’alternanza tra campagne mainstream ed avventure di intermezzo).

Ma il gioco di ruolo dal vivo è un modo molto particolare di rappresentare storie. Ha sicuramente qualcosa in comune col teatro, essendoci scenografie, costumi, trucco e recitazione, e con esso condivide il limite della rappresentabilità fisica di luoghi, creature ed oggetti (niente computer grafica nè post produzione, per intendersi). È imparentato anche con le serie tv, in quanto un gioco organizzato a campagne ha una certa serialità e dei personaggi ricorrenti. Inoltre ha qualcosa in comune con i videogiochi, in quanto il fruitore è al centro della vicenda e vi partecipa attivamente, fino a condividere con i master la responsabilità della sospensione dell’incredulità propria ed altrui.

Ebbene, nella mia produzione di trameero alla costante ricerca di una cosa in particolare: situazioni sempre nuove in cui far trovare i personaggi. Considerando i limiti del gioco – che comunque si basa più sulla rappresentazione che sulla narrazione – molte situazioni erano automaticamente escluse: niente combattimenti su carri in movimento o duelli su scope volanti, ma nemmeno scontri di cavalleria, non avendo equini a disposizione. Ma quando scrivo “nuove situazioni” non mi riferisco a situazioni mai viste dal gocatore, ma semplicemente mai vissute in prima persona. Per fare ciò a volte riprendevo situazioni a volte banali da altre storie (film o altro) e le riadattavo: vedere su uno schermo un duello in un’arena o una incursione silenziosa nel cuore della notte è molto differente dal trovarvisi in mezzo e doverne determinare l’esito.

Altre volte però, per trovare una situazione originale, ricorrevo ad un piccolo stratagemma che io chiamo “rivoltare il guanto”.

Partivo da una situazione classica, prevedibile, pensavo al punto di vista con cui l’avevano vista o vissuta, e provavo a cambiarlo! Perchè era facile che i giocatori avessero visto solo il “diritto del guanto”, ma non conoscessero come fosse fatto il “rovescio”.

img_20161111_195412.jpg
In fondo anche un vecchio guanto, logoro ed usurato all’esterno, dentro può risultare ancora come nuovo

Facciamo un esempio: c’è un villaggio occupato da una truppa ostile. Sicuramente in una storia classica buoni e cattivi sono ben definiti ed agli eroi protagonisti verrebbe affidata la missione di liberarlo dagli oppressori. Ma proviamo a rivoltare il guanto: e se gli occupanti fossero proprio i protagonisti, quelli che normalmente sarebbero dvouti essere gli eroi? Molto probabilmente i giocatori non avevano mai sperimentato in prima persona questa situazione, e magari opportunamente motivati, così da non essere solo le carogne di turno, si troverebbero a vivere situazioni interessanti, trovandosi magari a dover mediare tra un obiettivo importante da raggiungere ed un’etica pesonale in contrasto con gli ordini ricevuti. Un piccolo assaggio edulcorato di quel che un qualsiasi giovane soldato si può trovare a vivere su un reale teatro di guerra.

La Locanda di Las Trinidad: un guanto rivoltato particolarmente bene.

6xs7uiv.jpg
Tipica clientela accogliente di una locanda di pirati (From: “Black Sails” – All rights reserved)

Un esempio molto particolare di questa tecnica fu alla chiave di una sessione invernale. Si trattava di un evento sperimentale: una “locanda” di ambientazione piratesca. Probabilmente l’episodio più bello che abbia mai scritto.

Facciamo però una premessa per chi non conosce il mondo del GRV: in una sessione normale, i giocatori sono divisi – diciamo in parti uguali – tra personaggi giocanti (PG) e personaggi non giocanti (PnG). I primi interpretano gli avventurieri che via via devono portare a termine la missione del giorno e sono personaggi ricorrenti, i secondi, coordinati dal master, interpretano tutto ciò che i PG incontrano: dal non-morto all’esploratore errante al mago nemico in fondo all’avventura. Chiaramente, per poterla interpretare, i png hanno in mano un canovaccio dell’avventura e quindi sono a conoscenza della trama.

Ora, tornando alla Locanda, essa si trovava in territorio “ostile”. La difficoltà quindi era quella di inscenare una bettola in cui non vi fossero più di metà degli avventori PG apartenenti alla stessa fazione, altrimenti ogni margine di gioco sarebbe decaduto. Così decisi di rivoltare il guanto: imposi che tutti i giocatori si iscrivessero all’avventura come PnG e scrissi per ognuno una parte ad hoc con degli scopi personali ed un ruolo sulla scena dela locanda. C’era il boss del malaffare locale, senza il cui consenso non si muoveva una foglia. C’era il cartografo ossessionato dalle scimmie a tre teste [Cit.], il pirata alla ricerca della propria mappa perduta, il ricettatore pronto a fare affari. C’era il guardaspalle, amante segreto della donna del boss, che ne determinò la caduta, c’era l’assassino seriale ossessionato dal suo rituale di omicidio (ispirato a “Gli occhi e il Buio – di Gigi Simeoni ) ed ovviamente non potevano mancare le prostitute. Ma soprattutto – ed ecco che arriviamo al nostro guanto da rivoltare- c’erano cinque PG veterani, inseriti in incognito, camuffati da avventori PnG, con lo scopo di intercettare un importante prigioniero prima che venisse consegnato ad un’oscura eminenza (nota per i giocatori di Angainor/Alae Noctis: il primo Aegala inserito in campagna). E tutto ciò all’insaputa dei PnG. In definitiva: per una volta i PG avevano più informazioni dei PnG riguardo all’avventura! Ecco rivoltato il guanto! Immaginate quanta soddisfazione ho avuto come master quando il killer seriale uccise uno de di questi eroi in incognito pensando che fosse un personaggio one-shot (e come ci rimase male quando lo scoprì).

In definitiva: inscenare una locanda malfamata vissuta (o raccontata) col classico schema di gioco non prometteva bene, ma cambiando il punto di vista scardinammo l’ordinario per ottenere una sessione memorabile!  Così memorabile che ancora oggi, a distanza di anni, mi viene la voglia di usarla come base per un racconto. Che ne dite?